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LETTERA INTERSINDACALE APERTA A GOVERNO E REGIONI

20/3/2018

Illustrissimi, 
 
il rinnovo del CCNL 2016-2018 della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria dipendente del SSN è in fase di stallo. Il 14 marzo le OOSS hanno abbandonato il tavolo politico, consentendo di procedere il confronto con Aran solo sul piano tecnico, per puro senso di responsabilità ed in attesa di risposte positive. La trattativa stenta a decollare per mancanza di chiarezza, da parte di Governo e Regioni, sulle risorse economiche disponibili. Che certo non possono essere inferiori a quanto il Governo ha stabilito per tutto il pubblico impiego e le Regioni hanno concesso ad altri settori del mondo sanitario. Il che avverrebbe, se una voce importante della loro retribuzione, quale la indennità di esclusività di rapporto, venisse esclusa dalla massa salariale sulla quale calcolare l’incremento economico fissato dal Governo, riducendolo così, solo per loro, dal 3,48% previsto al 3,02% reale. 
 
Le Organizzazioni Sindacali nutrono il sospetto che il gioco dei ruoli nasconda una volontà punitiva nei confronti del lavoro svolto in regime di dipendenza dello Stato, a dispetto del fatto che è questo lavoro, le cui condizioni di esercizio diventano sempre più gravose e rischiose, che tiene in piedi , tutti i giorni e le notti dell’anno, negli ospedali e nelle ASL, quello che oggi resta della sanità pubblica. Perché sono le competenze e le conoscenze dei suoi professionisti a garantire la sicurezza alimentare come i piani di prevenzione, la assistenza nelle condizioni critiche di emergenza ed urgenza come la applicazione della tecnologia più sofisticata nella diagnosi e nella terapia delle più severe patologie. Lo stesso confine tra salute e malattia è presidiato dai Medici negli ospedali, dove le grandi questioni che interessano la vita e la morte dei cittadini trovano il loro punto di riferimento.  L’ostacolo posto sul percorso della trattativa contrattuale attiene alla dignità professionale ed economica di questa attività, che garantisce la esigibilità del diritto alla salute dei cittadini, l’unico che la Costituzione definisce fondamentale, nei confronti di altri settori, del pubblico impiego e non . 
 
Più in generale, non si intravvede la volontà di Governo e Regioni di concordare le regole di un patto tra professionisti ed istituzioni, tra lavoro e datori di lavoro, che possa adottare il rinnovo del CCNL come strumento di governo, anche della spesa, e di innovazione del sistema sanitario. Che non può andare in frantumi solo perché qualcuno pensa di utilizzare la crisi economica come alibi tecnico per scelte politiche . 
 
Aver bloccato per 9 anni il Ccnl dei medici e dirigenti sanitari li ha demotivati e decapitalizzati, mettendo a rischio il futuro del SSN, che finirà per essere definitivamente compromesso se i professionisti verranno anche umiliati nei loro valori etici e sociali, lasciando aperta, con buona pace della Corte costituzionale e delle dichiarazioni dei Ministri competenti, solo per loro, la ferita di un contratto di lavoro che non si chiude.  Il conseguente conflitto sociale non potrà che ulteriormente ostacolare l’accesso alle cure dei cittadini.
 
Le sottoscritte Organizzazioni Sindacali chiedono, pertanto, alle SS.LL. un incontro nonchè di attivarsi, ognuna per il proprio ruolo, per dare la giusta soluzione alle loro richieste.
 
In attesa di un positivo riscontro, si inviano distinti saluti.
 

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