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SANITA’: PAPOTTO (CISL MEDICI) SULLA VIA DI DAMASCO…

28/9/2016

 

Albo signanda lapillo!

Dobbiamo rimarcare davvero sul calendario questo giorno, perché il Presidente del Consiglio, in visita al S. Raffaele di Milano, ha dichiarato – come riporta la stampa – che “…occorre smettere con i tagli lineari in Sanità…si è già tagliato anche troppo…per la sanità in Italia non si spende più che negli altri paesi…”.

Come medici non ci sfugge che S. Raffaele – uno dei tre arcangeli – venga venerato come grande guaritore. Senza alcuna volontà di irriverenza siamo felici che una volta di più il Santo abbia – forse – compiuto un'altra guarigione miracolosa: la salvezza della sanità pubblica, aprendo gli occhi al primo esponente di un Governo chiamato “ad horas” a stilare un programma di bilancio e la conseguente legge di stabilità economica – lo ha dichiarato Biagio Papotto Segretario Generale CISL Medici.

Come CISL Medici ci siamo sgolati per anni a segnalare l’insostenibilità della situazione. L’Italia ha una tra le migliori assistenze sanitarie al mondo e una tra le spese invece meno rilevanti. Questo è stato possibile con sacrifici ed abnegazione dei medici e del personale che opera nelle strutture sanitarie oltre il mero dovere di dipendente. E’ del tutto evidente che eravamo – no, SIAMO – agli sgoccioli. Continuare con la folle politica dei tagli in ragione di mai specificati (e se vi fossero non sono mai stati aggrediti con decisione) sprechi e di cattiva ripartizione o cattivo utilizzo del personale porterebbe all’inesorabile impossibilità di garantire livelli accettabili di assistenza e cura per la popolazione.

Ma vogliamo anche parlare – continua Papotto - della situazione economica/organizzativa del personale che opera in sanità, medici in primis? O pensiamo che qualche inaugurazione frettolosa (e a volte…peggio: mancata) di strutture subito dimenticate possa di per se’ garantire dignità ed efficienza dei lavoratori? Davvero crediamo ancora alle numerose favole?

Strumenti modernissimi dove nessuno può usarli, fatiscenti dove invece servono più del pane

Speriamo proprio che il Presidente del Consiglio dei Ministri – per restare in ambito cristiano – sia stato “fulminato sulla via di Damasco”. Non che prima perseguitasse i medici e la sanità, certo, ma che si sia DAVVERO reso conto della necessità di investire nella salute di tutti, che è la prima scelta di una nazione che voglia progredire e migliorare. Speriamo insomma – conclude Papotto - che NON giochi con le parole (tagli mirati anziché lineari) perché non c’è più alcunché da tagliare.

Aspettiamo con fiducia la legge di stabilità e…ringraziamo S. Raffaele.

SETTEMBRE, ANDIAMO, E' TEMPO DI CONTRATTO! - di Biagio Papotto

16/9/2016

 

“Il significato delle parole, un po’ in tutte le lingue, offre sovente esempi di possibili equivoci, incomprensioni, quando non addirittura vere e proprie “trappole”. Gli inglesi, infatti, etichettano alcune parole con l’espressione “false friends”, falsi amici.
In italiano il termine “contratto” merita più di qualche riflessione.
In ambito medico “contratto” può essere un muscolo, ma si può “contrarre” una malattia.
In ambito sindacale, invece, le cose vanno un po’ meglio – linguisticamente parlando -, perché un contratto è il risultato della contrattazione (lat. “contrahere”). Un contratto è un accordo tra due o più parti che raggiungono una sintesi tra le loro possibilità (economiche, lavorative, etc. etc.) e le loro volontà in parole molto povere: un contratto è un patto che regolamenta i vari aspetti di una attività.
Per stipulare un contratto equo, dato che giustamente la legge individua ed esclude i “contratti-capestro”, occorre quindi che il soggetto X ed il soggetto Y mettano a disposizione - oltre alla propria cortesia, competenza e disponibilità a raggiungere un accordo - aspetti concreti di interesse della controparte.
Se chiedo qualcosa è necessario che io dia anche qualcosa. Sembra persino banale.
Non lo è quando si parla, da qualche anno con trita sicumera, di “sacrifici necessari”, di “risorse limitate” e di “aumenti legati a parametri da valutare”.
Qui siamo a forte rischio di presa in giro, e una qualsiasi organizzazione sindacale non ha piacere a sentirsi sbeffeggiata. In ogni caso la CISL Medici non consentirà che lo siano i propri iscritti e tutti i colleghi interessati ad una tornata contrattuale attesa da oltre 7 anni.
Dopo le fortunate congiunture economiche (su tutte il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro e il calo del prezzo del petrolio) che hanno fatto gridare alla ripresa, iniziano sinistramente a serpeggiare previsioni di rinvio del calo IRPEF, di contributi di solidarietà, di stanziamenti proporzionali alla situazione economica.
Come CISL Medici siamo fermamente contrari a procrastinare anche solo di pochi mesi l’inizio delle procedure di rinnovo contrattuale, mettendo al centro il “problema dei problemi”: il SSN.
Non siamo appassionati alla “distrazione di massa” che consente di sviare l’attenzione degli italiani da una realtà che si fa ogni giorno peggiore: servono scelte coraggiose, ancorché poco popolari: servono investimenti mirati, più attenti al benessere dei cittadini e un po’ meno al consenso degli industriali: servono soldi e non promesse.
La ventilata “concessione” di un miliardo di euro o poco più che sentiamo rimbalzare da qualche giorno, ancorché sommata ai 300 mln. già previsti (dei quali però 80 erano destinati alle forze di polizia) lo scorso anno NON consentirebbe un equo rinnovo di contratto e costiruirebbe solo una ulteriore elemosina elettorale, l’ennesima provocazione arrogante sbattuta in faccia ai dipendenti pubblici in generale ed ai dipendenti della sanità in particolare. Abbiamo elaborato alcuni calcoli molto semplici, e per dare una vera “boccata di ossigeno” a salari fermi da un decennio occorrono cifre diverse, maggiori: almeno DUE miliardi solo per la Sanità, ovvero per il settore che strategicamente consente ai cittadini di essere passabilmente in salute per continuare a lavorare e apportare il proprio contributo alla crescita della Nazione. E non sono frasi fatte.
Neppure l’ipotesi di “concedere” altri 80 euro di mancetta pre-elettorale ci vedrebbe silenti e comprensivi, a parte il fatto che si tratta di somme odiosamente distribuite ad alcuni soltanto, somme neppure pensionabili. Somme che in molti casi i “fortunati” percettori si son visti costretti a restituire…
Siamo fiduciosi nell’attesa della stesura dell’Atto di Indirizzo che dovrà essere presentato nel mese di ottobre.

PAPOTTO: LA CISL MEDICI VICINA A POPOLAZIONE TERREMOTATA

29/8/2016

La segreteria nazionale della Cisl Medici prenderà contatti con il dipartimento delle grandi emergenze e insieme valuterà quello che in ordine ai bisogni della popolazione potrà essere finanziato. Dal sindacato sottolineano come oggi si debba pensare alla popolazione tutta, ma in particolare ai fanciulli e ai giovani che in tempi brevi dovranno ritornare alle attività scolastiche

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