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CHE NON DIVENTI UNA LETTERA A BABBO NATALE
di Biagio Papotto

26/12/2016

 

Ogni giorno dobbiamo assistere ormai a crisi di vario tipo che, se non ci coinvolgono personalmente, riguardano comunque le persone, siano essi lavoratori dipendenti di aziende a rischio di chiusura o in drammatica ristrutturazione, oppure cittadini in difficoltà economiche gravissime, o ancora semplici persone con un lavoro sereno che si trovano – loro malgrado – a dover fare i conti con improvvise situazioni di rovina: terremoti, epidemie, conflitti, terrorismo…

E se la cosa non riguarda sempre direttamente l’Italia, ebbene non possiamo certo esultare con sciocca soddisfazione. In un mondo sempre più strettamente globalizzato, nel senso che siamo tutti una piccola parte di un sistema, ben poco intelligente sarebbe chi pensasse di essere al sicuro solo perché non direttamente o immediatamente minacciato da una delle fattispecie brevemente citate.

Non appaia però stonato – pur con scenari così incerti – cercare almeno di stilare una breve nota che sia al contempo riepilogativa del tempo trascorso e propositiva per quello che verrà. La recentissima crisi politica italiana, risultato diretto dell’esito della consultazione referendaria del 4 dicembre (esito che evidentemente ha colto una gran parte degli italiani di sorpresa), pur se risolta in modo estremamente rapido, non ha mutato neppure in modo minimo le prospettive del Paese.

Di conseguenza appaiono del tutto inalterati gli interrogativi e confermate quindi le insicurezze dei lavoratori, in special modo quelli del SSN, soggetti alla doppia possibile scure dei tagli e ai mortificanti “rimbalzi” di responsabilità e gestioni dello Stato centrale e delle amministrazioni locali, con la sconfortante abitudine di lasciar peggiorare con complice inania una situazione sempre più grave.

Il nuovo governo (e abbiamo già scritto ma volentieri ripetiamo la soddisfazione della CISL Medici per la conferma dell’On. Beatrice Lorenzin al dicastero della salute, un ministro che si è distinto per cercare di comprendere i problemi ed offrire soluzioni percorribili agli stessi) si trova nella condizione di dover procedere, con una maggioranza paradossalmente forse persino maggiore del precedente Presidente del consiglio, certamente verso la gestione di importanti appuntamenti internazionali, ma – dato che la predisposizione di una nuova legge elettorale è compito del Parlamento – non dovrebbe a ns. avviso lasciarsi troppo “distrarre” dalle insidie della politica e spendere la propria efficienza e le proprie energie per l’attuazione delle cose da fare.

Per noi essenzialmente si tratta di dare continuità e consistenza agli stanziamenti decisi nei termini della Legge Finanziaria, che hanno visto il Ministro resistere a ripetuti tentativi di intaccare la misura del finanziamento già promessa dal governo, cioè i 113 miliardi che costituivano non il miglioramento auspicato ma almeno un non peggioramento forzoso del già troppo basso livello di servizio del SSN. E quando scriviamo di stanziamenti abbiamo in mente non soltanto la cifra citata poco sopra, ma anche la ns. rivendicazione - di principio e di fatto – per cui le cifre stanziate nella previsione economica per il 2017 NON sono sufficienti ad un recupero del potere d’acquisto e una decorosa retribuzione dei medici, già mortificati oltre ogni possibile resistenza dai 7 anni di blocco contrattuale e dalle continue “sforbiciate” alle risorse strumentali ed umane. Senza parlare delle frequenti “innovazioni” legislative troppo spesso specchio di vuota burocrazia soltanto.

Non si tratta quindi di una mera rivendicazione economica di chi non conosce la difficile realtà del Paese. Al contrario! Proprio perché affrontiamo in prima linea le enormi problematiche che ogni giorno si verificano, ecco che abbiamo a cuore i pazienti ed i cittadini tutti, e quindi chiediamo per loro in primis che il bistrattato “sistema della salute” in Italia non sia vieppiù degradato. Abbiamo già scritto che per un dignitoso rinnovo contrattuale sono necessari due miliardi di euro SOLO per il mondo della sanità, mentre un governo poco attento e poco sensibile ai suoi stessi cittadini ha distribuito molte mance per lasciare sostanzialmente tutto invariato.

Discorso a parte merita, in questa breve “lettera aperta” (che non dev’essere intesa come destinata a Babbo Natale, ma ad amministratori in carne ed ossa, che tutti ben conosciamo e continueremo a pungolare) la necessità che le Regioni, nella propria azione di coordinamento, monitoraggio e gestione del SSN, pongano in primo piano la questione del personale cosiddetto precario.

Perché “cosiddetto”? Perché è del tutto evidente che in realtà – pur facendo nostre le difficili situazioni di lavoro di chi non ha un contratto a tempo indeterminato, che consenta almeno un minimo di serenità e programmazione del proprio futuro - di precario qui ci sono in primis le condizioni di vita degli italiani, che solo miopemente possono consolarsi se residenti in qualche regione più fortunata dal punto di vista contabile, e a buona ragione lamentarsi se invece vivono in regioni meno “stabili” dal punto di vista delle sostenibilità economica.

Non è questo che ci interessa. L’unica competizione che vogliamo e per cui lavoriamo ogni giorno è quella “verso l’alto”, in una virtuosa gara a fare di più e meglio. La soddisfazione a gareggiare a “chi ha di più”, insomma non certo la vacua consolazione di “subire di meno” in uno scenario che si presenta sempre e comunque a tinte fosche per tutti.

Con queste premesse, e con l’unica finalità di migliorare le cose, ci accingiamo ad affrontare l’anno che verrà, forti delle nostre idee e dei nostri iscritti.

Auguriamo a tutti di trascorrere in serenità il Santo Natale e di iniziare un felice 2017.

PAPOTTO "BENE RICONFERMA LORENZIN"

12/12/2016

 

La CISL Medici ha seguito con comprensibile interesse gli sviluppi della rapida - anche se non inattesa - crisi di governo conseguente ai noti esiti della consultazione referendaria del 4 Dicembre. Proprio per questo, nell'ascoltare il nuovo Presidente del Consiglio annunciare la lista dei ministri abbiamo accolto con favore la conferma di Beatrice Lorenzin al dicastero della Salute – lo ha dichiarato Biagio Papotto, Segretario Generale CISL Medici. Siamo soddisfatti perché confidiamo nella prosecuzione del buon lavoro svolto fino ad ora in modo sufficientemente corale, pur con i naturali ruoli e gli inevitabili momenti di tensione. Abbiamo la ferma volontà – continua Papotto - di non lasciare abbandonato il tavolo di confronto già in essere da alcuni mesi e che dovrà fornire risposte e conferme in merito agli stanziamenti per la salute degli italiani, i rinnovi contrattuali, il superamento del precariato e molto altro ancora. Molto c'è ancora da fare, e senza alcuna partigianeria siamo da sempre pronti a trattare con qualsiasi interlocutore, ma è un fatto che la conferma nel ruolo di massimo referente politico di un ministero così importante è un buon viatico per incrementare i risultati già raggiunti. Per questo salutiamo volentieri – conclude Papotto - la permanenza del ministro Lorenzin, siamo pronti a riprendere il dialogo e auguriamo a lei e a noi stessi buon lavoro.

CGIL CISL UIL MEDICI, IL 16 DICEMBRE NON SCIOPERIAMO: LE RAGIONI DI UNA SCELTA, OVVERO LA SCELTA DELLA RAGIONE

01/12/2016

 

Cgil Cisl Uil Medici non aderiscono allo sciopero del 16 dicembre. In una nota congiunta motivano “le ragioni di una scelta, ovvero la scelta della ragione” così:  “Il protocollo di intesa tra governo e sindacati confederali del 30 novembre, al quale hanno dato il loro contributo anche Cgil Cisl Uil Medici, dopo sette anni di blocco contrattuale consente la riapertura della trattativa anche per i dirigenti medici e sanitari”.

Tra i risultati raggiunti, fanno sapere Fp Cgil Medici, Cisl Medici e Uil Fpl Medici, “in gran parte patrimonio delle rivendicazioni unitarie dei sindacati della dirigenza medica e sanitaria e presenti 'nero su bianco', troviamo: la riaffermazione della primazia della contrattazione, rispetto alla legge, con il contestuale superamento dei pericolosi ricorsi agli atti unilaterali da perte delle aziende, nuovi sistemi di valutazione per garantire una adeguata valorizzazione delle professionalità e delle competenze, la semplificazione dei fondi di contrattazione aziendali, il superamento del precariato con la garanzia dei rinnovi dei contratti precari in essere, la conferma della durata dell'attuale orario di lavoro, la fiscalità di vantaggio per la produttività, lo sviluppo della previdenza complementare e l'introduzione di forme di welfare contrattuale”.

Per la parte economica, aggiungono Cgil, Cisl e Uil Medici, “certamente c'è bisogno di avere chiarezza sugli aumenti contrattuali per la dirigenza medica e sanitaria, e il governo, in primo luogo, deve incrementare a tal fine il Fondo sanitario nazionale. Ma dal nulla ottenuto fino ad oggi partiamo da 'incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati, e comunque non inferiori a 85 euro medi'”. Inoltre, proseguono, “il governo si è impegnato a garantire specifici stanziamenti di risorse, in accordo con le regioni. Una partita, quella economica, tutta da giocare e per la quale chiediamo e chiederemo più risorse certe. Adesso è tempo di sedersi al tavolo e di trattare, pronti anche a nuovi scioperi se non saranno rispettati i punti dell'intesa e se gli aumenti saranno insufficienti. Ecco perché, pur rispettando le ragioni di chi vuole scioperare il 16 dicembre, noi non aderiamo. Tutto qui. Molta concretezza e pochi proclami. Noi il sindacato lo sappiamo fare così”, concludono Cgil Cisl Uil Medici.

COMUNICATO INTERSINDACALE: "QUESTA LEGGE DI BILANCIO NON VA BENE"

28/11/2016

La legge di bilancio 2017 è approdata, nel formato consueto del maxiemendamento di un solo articolo e migliaia di commi, al voto della Camera dei Deputati senza recepire le richieste delle organizzazioni sindacali della Dirigenza medica e sanitaria, tese ad ottenere, senza oneri per la finanza pubblica, la fine della sottrazione di risorse dai fondi contrattuali.
Bocciare le richieste di chi cura la salute dei cittadini solo per permettere alle Regioni di continuare a fare cassa con i soldi degli stipendi di medici e sanitari è una vergogna da terzo mondo.

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